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	<title>Caffè Bronzetti &#187; Spagna</title>
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		<title>Mondiali 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 11:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Simonato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;emozionante intervento di Nelson Mandela si sono conclusi i mondiali africani. Come da pronostico, hanno vinto i migliori. La Spagna campione d&#8217;Europa fa il Grande Slam vincendo i mondiali, pur non esaltando come ci si aspettava. Gran possesso palla e poi l&#8217;affondo in cerca del gol, ma di gol se ne son visti pochi: nelle fasi finali sempre vincente per 1 a 0 e sempre con più difficoltà. Graziata dal Paraguay che sbaglia un rigore, anche in finale viene graziata da Robben (imperdonabile errore, pietra tombale sulle sue speranze di vincere il Pallone d&#8217;Oro) e trova il gol alla fine dei supplementari dopo un&#8217;azione contestatissima dagli olandesi per un corner non assegnato ed un fallo sulla ripartenza. Ma tant&#8217;è, la solidità della squadra l&#8217;ha consacrata come quella davvero meritevole. L&#8217;Olanda ha fatto quel che poteva, onestamente poco per competere con la &#8220;Roja&#8221;. <span id="more-761"></span> Le due più piacevoli sorprese, Germania e Uruguay, si sono contese il terzo posto (che si son presi i tedeschi): grande organizzazione della &#8220;Celeste&#8221;, merito del maestro Tabarez, mentre la Germania si candida come una delle squadre più promettenti dell&#8217;immediato futuro grazie ad una generazione di giovani di gran talento.<br />
Quanto alle altre, molti ancora si stanno leccando le ferite: la delusione mondiale accomuna, pur in diversi modi, l&#8217;Italia di Lippi e l&#8217;Inghilterra di Capello, il Brasile di Dunga e l&#8217;Argentina di Dieguito. Escono a testa alta Giappone, Paraguay e Ghana. Ma questi saranno ricordati come i mondiali forse più brutti degli ultimi anni e come quelli forse arbitrati peggio (benché sugli arbitraggi ci siano sempre polemiche…). Capello rimane alla guida della nazionale inglese anche perché la sua squadra è stata battuta nonostante avesse segnato un gol che tutto il mondo tranne 4 persone hanno visto. L’Argentina di Maradona è arrivata ai quarti di finale a farsi umiliare dai tedeschi al posto del Messico anche perché è andata in vantaggio con un gol in clamoroso fuorigioco che tutto il mondo tranne (forse…) 4 persone ha visto. Infine, durante la finale, è andato in onda un pestaggio da parte degli olandesi (ah, bei tempi quelli del “calcio totale”…) rimasto quasi impunito dall’arbitro salvo poi sorvolare su un fallo di reazione degli spagnoli e, a un passo dai rigori, regalare il gol vittoria alle “furie rosse” negando un corner agli olandesi e non fermando l’azione fallosa della ripartenza iberica.<br />
Ma ora, a mondiale finito, si torna a parlare di mercato. Difficile sarà piazzare i più &#8220;deludenti&#8221; (Felipe Melo, ora, chi lo vuole? e Luis Fabiano interessa ancora al Milan? Otamendi e Van Der Wiel, difensori ritenuti eccellenti solo un mese fa, escono dal mondiale piuttosto ridimensionati), ma proprio loro potrebbero essere i &#8220;colpi&#8221; migliori, considerando l&#8217;inevitabile svalutazione. Mentre il Milan e altre grandi europee cercano Honda (ottima operazione di marketing essendo un canale per il mercato nipponico, un po’ più azzardato come rinforzo), si scatena la caccia all’affare. La Germania offre parecchi spunti: Schweinsteiger interessa l&#8217;Inter (e non solo) ma probabilmente per l&#8217;anno prossimo; tutti vogliono Muller e Ozil (Chelsea in prima fila) mentre ha meno mercato Klose, per l&#8217;età, ma non è da escludere che qualcuno si faccia avanti. La Spagna, dopo Villa al Barcellona, vedrà probabilmente anche Torres cambiare maglia. Dall&#8217;Uruguay Cavani si trasferisce a Napoli dopo aver corteggiato l’Inter, mentre altri giocatori meno titolati sperano nella vetrina mondiale per fare il salto di qualità. Da questi mondiali molto probabilmente uscirà anche il vincitore del Pallone d&#8217;oro: a tutti gli altri, protagonisti o semplici comparse del mondiale sudafricano, non resta che sperare di vincere la maglia giusta.</p>
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		<title>SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO…ECCO IL PERCHÈ.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Spagna in questi ultimi 15 anni ha vissuto una magnifica epoca di crescita e sviluppo, ha fatto grandi investimenti puntando moltissimo sullo sport e, nonostante il momento di crisi mondiale che ha toccato in particolare questo Paese, forse proprio a causa di questa crescita troppo rapida, sta raccogliendo i frutti del lavoro svolto. E che frutti! Nel calcio primeggiano: sono Campioni d&#8217;Europa e ora Campioni del Mondo, con il Barcellona e il Real Madrid hanno vinto moltissimo.</p>
<p>Ma la Spagna non primeggia solo nen calcio, ottiene ottimi risultati anche negli altri sport: nell&#8217;automobilismo e nel motociclismo hanno grandi piloti, nel ciclismo sono da sempre molto forti, nel basket sono Campioni del Mondo, nel tennis hanno niente meno che il numero uno Rafael Nadal, insomma la qualità dello sport in Spagna è cresciuta in maniera vertiginosa e questo grazie agli <span id="more-748"></span> investimenti da parte del governo spagnolo in questo settore (impianti, palestre, personale specializzato, ecc… ecc…).</p>
<p>Di questi investimenti non potevano che approfittarne in particolar modo le due superpotenze del calcio spagnolo, Barcellona e Real Madrid. Le due società hanno lavorato benissimo soprattutto nel settore giovanile tirando su, con un lavoro costante e mirato, i campioni di oggi. Basta pensare che solo queste due squadre hanno fornito alla propria nazionale circa 15 giocatori.</p>
<p>Il grande lavoro sui giovani che hanno fatto e che continuano a fare questi club si basa sullo sviluppo della tecnica, basta guardare i Mondiali. Gli spagnoli puntano moltissimo sulla tattica, sulla velocità e sulla rapidità d’esecuzione, senza guardare troppo alla fisicità o alla statura dei propri  calciatori, anzi prediligendo i “bassi” ai fisici possenti, a cui di solito non appartengono di natura movimenti veloci e scatti fulminei. Forse non tutti sanno che la nazionale spagnola era una delle squadre più “basse” del Mondiale, Xavi, Iniesta e Villa, non superano in altezza il metro e 70.</p>
<p>Discorso a parte merita la “filosofia di gioco” spagnola. La loro mentalità è “attaccare per vincere”, puntano sul possesso palla, mentalità che di certo non appartiene all’Italia. Tanto è vero che molti calciatori spagnoli come Mendieta, Farinòs, José Mari, Guardiola e Xavi Moreno, tecnicamente fortissimi, in Italia non funzionano.</p>
<p>Personalmente credo che la Spagna abbia meritato di vincere questo Mondiale, è raro vedere una squadra con questa tecnica e questa grande carica agonistica. Sapevano di essere forti, volevano vincere questo mondiale, il primo nella loro storia, sapevano di meritarlo, ci hanno creduto e ci hanno messo corpo e anima.</p>
<p>L&#8217;Olanda dal canto suo è stata una novità, per una serie di circostanze è andata avanti fino alla finale, ha giocato un discreto calcio ma la Spagna aveva dalla sua molti fuoriclasse, l’Olanda solo due, Robben e Sneijder. Ripeto, la Spagna ha fatto un gran lavoro in questi ultimi 15 anni, è cresciuta moltissimo nel calcio e nello sport in generale, ha lavorato bene e sodo e ha meritato di raccogliere i frutti di questo lavoro, e che frutti…niente di meno che la Coppa del Mondo. I miei complimenti.</p>
<p>E.B</p>
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		<title>Troppo tatticismo fa male al calcio?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 11:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campionato Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli allenatori in Italia, tatticamente, sono i numeri uno al mondo. Una tattica troppo ossessiva però non sempre porta alla vittoria della squadra, o alla buona riuscita del match. Anzi capita spesso che escono fuori brutte partite in cui le squadre cercano continuamente di “fregarsi” l’una con l’altra a livello tattico. Questo perché, come ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli allenatori in Italia, tatticamente, sono i numeri uno al mondo. Una tattica troppo ossessiva però non sempre porta alla vittoria della squadra, o alla buona riuscita del match. Anzi capita spesso che escono fuori brutte partite in cui le squadre cercano continuamente di “fregarsi” l’una con l’altra a livello tattico. Questo perché, come ho detto prima, in Italia, capita spesso che entrambi gli allenatori delle squadre sono bravi strategicamente. Troppo tattica, poca fantasia.<span id="more-432"></span><br />
Per tattica intendo lo studio dell’avversario, dei suoi punti deboli, la strategia difensiva ecc…ecc…dietro una partita di calcio c’è un grande studio preparatorio.<br />
In questo non c’è assolutamente nulla di male ma a volte ciò che viene a mancare è lo spettacolo, la fantasia. A volte mi domando cosa succederebbe se in Italia rinunciassimo a un po’ di tatticismo e facessimo giocare i calciatori con più libertà e con meno indicazioni…credo che i gol sarebbero comunque moltissimi!<br />
In Spagna e in Inghilterra la questione è diversa: gli allenatori fanno il 30% dello studio della tattica che facciamo qui in Italia, forse anche perché non conoscono tutte tecniche di gioco come le conosciamo noi! Siamo più studiosi, figurati…forse è anche per questo che siamo campioni del mondo!</p>
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