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	<title>Caffè Bronzetti &#187; Pepe</title>
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		<title>Italia – Slovacchia: cronaca di una sorte annunciata</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 10:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Simonato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come nei peggiori gialli di serie Z, tutto si è svolto come i più pessimisti (realisti?) si erano immaginati. La sorte era segnata. E non la “sorte” ipotizzata, quasi cercata, della monetina del sorteggio: un metodo ridicolo che siamo contenti di non aver visto applicato, qualunque ne fosse stato l’esito. Bensì la sorte dell’Italia calcistica che si risveglia non più campione del mondo, ma fuori dal calcio che conta. Lippi dice che si prende tutte le responsabilità (e vorrei vedere…), ma questo quasi peggiora le cose. Chi perde è soprattutto la sua arroganza, sua e di chi l’ha rimesso su quella panchina. Chi vince, invece, è soprattutto Prandelli, il neo CT, che (a differenza del suo predecessore Donadoni) potrà lavorare abbastanza tranquillamente.<span id="more-734"></span></p>
<p>Raccontare la partita non è nemmeno difficile: non succede niente. A un certo punto De Rossi, in una prestazione che si avvicina pericolosamente al disastro, fa un passaggio in orizzontale appena fuori area, che qualunque allenatore di terza categoria avrebbe commentato con espressioni blasfeme: palla agli slovacchi, gol. Poi la cosa incredibile è che continua a non succedere niente. Nel secondo tempo entrano Quagliarella e Maggio e ancora non succede niente (si, Pepe fa qualche cross, ma insomma il calcio è un’altra cosa). Poi entra anche Pirlo e ancora non accade nulla. Anzi, sì. Pirlo non chiude su un cross apparentemente innocuo e Chiellini si fa anticipare sul palo da Vittek: per lui doppietta personale e due a zero. Un allenatore di terza categoria non farebbe più uscire il difensore dagli spogliatoi finchè non si sia scusato con tutti i compagni. Poi Pirlo comincia a carburare e si vede l’Italia, una squadra di calcio. Niente di impressionante, intendiamoci, ma perfino i più scettici in quell’ultimo quarto d’ora ci hanno quasi creduto. Peccato che, appunto, fosse l’ultimo quarto d’ora. Di Natale tira e un difensore ribatte sulla linea: forse gol forse no, questione di centimetri. Poi Quagliarella fa un dribbling e chiede il triangolo a Iaquinta, che fino a quel momento è autore di una prestazione indecente. Iaquinta fa la magia, Quagliarella si fa respingere il tiro ma Di Natale accorcia le distanze. Di Natale restituisce il favore a Quagliarella, ma il guardialinee sbandiera. Fuorigioco o no? Questione di centimetri. Sarebbe stato il 2 a 2 della qualificazione.</p>
<p>Poi accade l’imponderabile. Su rimessa laterale difesa e centrocampo italiani, schierati, si fanno infilare da Kopunec, entrato da due minuti, che si concede pure il gol su pallonetto. L’allenatore di terza categoria a questo punto sta già al chiosco a bere birra con il pubblico. Per rendere quasi più ridicola la partita, Quagliarella si inventa un gol (tra i più belli del mondiale) e, all’ultimo secondo, ci capita pure la palla del clamoroso pareggio: ma è sui piedi di Pepe, che evidentemente ignora l’esistenza del piatto sinistro e cerca di colpire di destro. Risultato, l’intera Slovacchia ride e porta a casa una storica qualificazione agli ottavi. </p>
<p>Non serve ora discutere sugli errori/orrori tattici del CT. Ha infilato una serie di sbagli, dalle convocazioni alle formazioni ai cambi, che è quasi inutile infierire (e poi, si sa, siamo tutti CT…). L’importante è come ripartire. Donadoni all’epoca dovette lavorare col fiato sul collo dello stesso Lippi. Ma ora la situazione è diversa: prima era campione del mondo, ora l’ex CT ha meno carte a suo favore. Largo a Prandelli, dunque, e a una squadra finalmente di giovani: ai campionati europei bisogna tornare da protagonisti!</p>
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		<title>Aspettando i mondiali…</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 13:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto</dc:creator>
				<category><![CDATA[nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Quattro anni fa ero convinto che l’Italia potesse vincere i Mondiali e lo dissi, ci credevo fermamente, e così fu. Quest’anno non vorrei sfidare la sorte. La storia di per sé ci insegna che due Mondiali consecutivi sono difficili da vincere. Difficile…ma non impossibile! E’ già successo nel 1934 e nel 1938, due Mondiali entrambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro anni fa ero convinto che l’Italia potesse vincere i Mondiali e lo dissi, ci credevo fermamente, e così fu. Quest’anno non vorrei sfidare la sorte. La storia di per sé ci insegna che due Mondiali consecutivi sono difficili da vincere. Difficile…ma non impossibile! E’ già successo nel 1934 e nel 1938, due Mondiali entrambi conclusi con la vittoria della Nazionale Italiana di Calcio. In quegli anni la Nazionale era composta da giocatori veramente forti, guidati dal fuoriclasse Giuseppe Meazza e dal c. t. Vittorio Pozzo.<span id="more-435"></span></p>
<p>Tornando all’oggi, Lippi ha la mentalità giusta per vincere e campioni come Cannavaro, Materazzi e Buffon fanno sempre la differenza…sono stati loro a farci vincere il Mondiale quattro anni fa.</p>
<p>Mi chiedo se quest’anno Lippi abbia intenzione di portare Borriello in Nazionale, sarai contento per il ragazzo, è un giocatore pieno di talento ed è in splendida forma fisica.</p>
<p>Condivido anche la decisione da parte di Lippi di portare nuovi giovani in squadra, Simone Pepe ad esempio, il giovane attaccante esterno dell’Udinese potrebbe essere la vera scoperta di quest’anno.</p>
<p>Purtroppo c’è sempre la tendenza a credere che i giovani non sono adatti alla Nazionale per via della loro poca esperienza, ma non dimentichiamoci di gol come quello di Christian Zaccardo nel 2006. Fù un gol decisivo, Zaccardo lo realizzò nella partita Italia-Slovenia (1-0), e sancì la qualificazione della nostra Nazionale al Campionato del Mondo del 2006!</p>
<p>E’ proprio vero, alcuni giocatori al Mondiale si trasformano e tirano fuori il meglio di sé.</p>
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